Cinema italiano

Ozpetek torna con «Allacciate le cinture»

Una passione travolgente e i contraccolpi che la malattia porta nella vita delle persone sono i due elementi alla base del nuovo film del regista turco. Kasia Smutniak interpreta una ragazza di buona famiglia che lavora in un bar con la sua comunità di amici e viene travolta dalla passione per il meccanico Francesco Arca: dopo alcuni anni di vita insieme lei si ammala

ROMA - Una passione travolgente e i contraccolpi che la malattia porta nella vita delle persone sono i due elementi alla base del nuovo film di Ferzan Ozpetek, «Allacciate le cinture».

Kasia Smutniak interpreta una ragazza di buona famiglia che lavora in un bar con la sua comunità di amici e viene travolta dalla passione per il meccanico Francesco Arca: dopo alcuni anni di vita insieme lei si ammala e questo evento sconvolge, non solo in senso negativo, la vita della coppia e quella delle persone intorno, familiari e amici.

«E' un matrimonio che potrebbe prendere tutta un'altra piega, invece una cosa esterna così forte che entra nella loro vita e gli dà la scossa forte, fa rivalutare le cose, fa rivedere le cose, ricalcolare le cose. Questo lo trovo molto bello, nella vita anche quando succede è molto bello», racconta l'attrice.

La coppia ritrova un dialogo e un rapporto più profondo, che nella quotidianità aveva perso, mentre le persone intorno nel film mostrano in quanti modi diversi si possa reagire di fronte a un evento traumatico. «La grande forza di questo film, come di tutti i film di Ferzan, è la grande leggerezza con cui riesce a trattare alcuni temi difficili - afferma Smutniak - ma la malattia è un pretesto, non è importante che tipo di malattia sia e non è nemmeno importante come va a finire. E' importante che riesce a fare tornare i nostri personaggi su una via che hanno preso anni fa, che è quella dell'amore, del sentimento puro. E' un po' la parabola della vita, nel senso che uno si accorge di come può essere felice solo quando affronta delle problematiche e viceversa».